La coltre di fumo

Buongiorno amici miei,

molti di voi saranno sorpresi nel rileggere nuovamente le mie farneticazioni rosanero. Anche se non sono stato “fisicamente” presente in realtà, dal punto di vista emotivo, non ho mai abbandonato questo spazio che ha rappresentato un’esperienza importante della mia vita e che mi ha consentito di conoscere tante persone speciali. Approfitto  della disponibilità degli amici amministratori di questo sito per postare occasionalmente qualche articolo sulle partite e ritrovare il piacere di fare quattro chiacchere con voi.    

Da quando ci siamo lasciati tante cose sono successe, tante parole ( molte inutili e a sproposito) sono state dette senza che sia stato possibile stabilire un filo logico e coerente nell’operato di questa società e del suo deus ex machina che si diverte a smontare e rimontare il suo giocattolo a suo esclusivo piacimento. E’ inutile stare qui a ricordare, dopo i siluri lanciati contro Rossi e contro un’idea di calcio e di squadra che stava facendo nuovamente innamorare i palermitani, le acrobazie dialettiche del nostro presidente che ha definito di volta in volta Pioli, Mangia e Mutti come i nuovi Ferguson, e la squadra di quest’anno ( costruita malissimo) come la migliore di sempre. Dovremmo essere abituati a tutto questo, direte voi, ma l’abitudine e l’acquiescenza sono il contrario della vera passione.

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La porti un Bacino…vic a Firenze

L’arrivo di Donati a Palermo e la necessità di sfoltire la rosa di centrocampo, negozio nei cui scaffali continua a mancare l’articolo “qualità”, rende quasi certa la partenza di Bacinovic. E questa volta non si tratta del Chievo e neppure di una delle squadre di Premiership che periodicamente (ma solo per il procuratore) sono pronte ad offrire mari e monti. Pare che a Firenze, invece che un bacione, porteremo un bacino sloveno. Insomma, un Bacino..vic.

Il trasferimento annunciato offre interessanti considerazioni sia per il viaggiatore che per la destinazione. Bacinovic fu scoperto da Sabatini visionando i filmati del Maribor prima della doppia sfida di UEFA dello scorso anno. Andammo allo stadio per scoprire anche noi colui che avrebbe preso il posto che era stato di Corini e Liverani ed invece scoprimmo Ilicic. Ed una “terra dell’oro” che non era il lontano Klondike, quanto un giovane Paese a pochi passi da Sevegliano del Friuli. Dopo qualche buona prestazione iniziale, il rendimento di Bacinovic si è sempre attestato sulle soglie della risicata sufficienza. Mai un’invenzione, mai un lancio superiore ai dieci metri, sempre il solito passaggetto laterale all’uomo più vicino. Nell’esecuzione del suo compitino, Bacinovic mi ha sempre ricordato il Massimiliano Favo degli anni bui. Che tuttavia aveva il merito di amare la maglia e la città al punto tale da imporre alla sua bimba, palermitana di nascita, il nome “Rita” a comporre un’identità “che più rosanero non si può”.

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Gli auguri … del mister

Senza entrare nel merito, siamo riusciti a contattatare Mister Devis Mangia per esternargli un nostro messaggio di saluto, ringraziamento e di auguri per queste festività.

Mister Devis Mangia, ancora vincolato dal legame contrattuale che lo lega alla società rosanero, non si è tirato indietro e ci ha cortesemente risposto. Ecco quanto ci ha scritto :

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