I pensieri di VitogolNews

Ma parla come mangi

Ho già espresso il mio parere negativo sui tre principali sponsor del Palermo. Gli emblemi di un sito di scommesse e di una multinazionale del cibo-spazzatura campeggiano su maglie dal disegno discutibile: ieri la martingala sulle chiappe, oggi i ghirigori che puntano le “maniglie dell’amore”. Per fortuna, le cose stanno cambiando.

E’ di pochi giorni fa la notizia che, a partire dalla prossima stagione e per quattro anni consecutivi, il materiale tecnico sarà fornito al Palermo dalla Puma, lo stesso fornitore della Nazionale Italiana e di quella uruguayana detentore della Copa America. Ecco i passi salienti del comunicato emesso dal Palermo attraverso il sito ufficiale: “L’U.S. Città di Palermo e la Puma, brand leader nel mondo sport-lifestyle, annunciano oggi la firma del contratto di Sponsorizzazione e Licenza di durata quadriennale…… Il nuovo kit da gara dell’U.S. Città di Palermo, sviluppato dal brand, sarà presentato a luglio 2012”.

In attesa della press-conference di presentazione, come opinion leader tra i supporters, saluto l’agreement tra il nostro team ed il celebre brand, che migliorerà l’appeal per i media facilitando l’arrivo di top-players. Certo che il design dei templates Puma valorizzerà i nostri colori, mi congratulo con il management per questo importante achievement che amplia il target del brand Palermo.

Nei “tempi bui” avevamo l’orgoglio di vedere in maglia rosanero ragazzi di Favara e di Ribera, di Resuttana e di Mondello, del Borgo, di Pallavicino e dell’Arenella. Oggi, tra sloveni e uruguyani, non si sa più che lingua si parli nella nostra squadra. Fuori e spesso anche dentro il campo. Come sarebbe bello se qualcuno mi capisse quando urlo “assicutalu” oppure “cafudda dduocu”. Fuori dalla metafora, non credo che in Sicilia non ci siano ragazzi che valgono più di un Melinte o di un Morganella, di un Simon o di un Lores. E dispiace constatare che, se si eccettua Hernandez, il patrimonio della Primavera Campione d’Italia di meno di tre ani fa è stato dilapidato.

By the way, “puma” in siciliano sono le mele. Ma il patch con la mela non si può usare perché la mela è il label del top-brand del “think different” che produce personal computers, smartphones, tablets e music-players. Bedda matri, arrieri attaccavu.

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