Le Cronache di Ivan

La prima di Ivan. Palermo vs San Tommaso 3 – 2.

Riparte da oggi, con ritrovato entusiasmo, la partecipazione di tifosi e appassionati dei nostri colori nel parlare di calcio giocato e non solo di “marca rosanero”.
Diamo il benvenuto al nostro Ivan alla sua “prima in casa” e in bocca … all’Aquila.

Tornato a casa da un matrimonio in provincia alle 4 del mattino vi confesso che stamane mi sono alzato dal letto alle 12,00. Mi sentivo strano, nervoso, ansioso. All’inizio pensavo fosse qualche conseguenza del tanto cibo consumato proprio in sala ma presto mi sono reso conto che nulla mi aveva fatto male, che tutto era stato buonissimo ed avevo digerito perfettamente…

Ma allora cosa poteva essere quella strana sensazione addosso? L’ho capito prestissimo: il MIO PALERMO che tornava a casa; il ritorno al nostro tempio, al Barbera; la lunga attesa che finiva lasciando il posto al gioco, ai colori, ai profumi ed alle voci dello stadio.

Ero felice d’essermi svegliato così tardi: l’attesa sarebbe durata un po’ meno. Pranzo alle 13,30 e poi via al rito del pellegrinaggio in direzione “Barbera”, libero e leggiadro come un bambino di 10 anni. Il cielo tornato azzurro dopo una settimana di tempo incerto… Il caldo di un pomeriggio d’inizio settembre, quando sai che l’estate sta per finire e riesci ad apprezzarlo di più perché poi dovrai aspettarlo per un bel po’ nei rigidi mesi invernali. E poi… Come d’incanto…

Girato l’angolo che da via Imperatore Federico ti porta in viale del Fante, torni a rivedere la gente in Rosa e Nero… Quella che non vedevi più lungo lo stesso tragitto, lo scorso campionato, seppur fosse in serie B. Oggi sono lì e sono tanti, tantissimi, entusiasti, e sai perfettamente che sono tutti pazzi, proprio come te che hai deciso di abbonarti per un campionato di serie D, perché ti ricordi che la partita che stai andando a vedere sarà proprio una partita di serie D e la gente, quella gente, lo sa perfettamente proprio come lo sai tu.

Quale motivazione può far muovere ben 16000 persone schiodandole dai propri divani, dalle proprie tavole imbandite, dalle loro ultime giornate di mare della stagione balneare se non un grande, grandissimo AMORE? Sai di essere li accanto ai tuoi “fratelli calcistici” e ti senti fiero di questo. Caldo, sudore, sotto al sole ad aspettare di poter entrare passando da un sistema di ingresso vecchio e inadeguato ma pur sempre l’unico disponibile e poi l’ultimo ostacolo: la rampa che ti porta dentro, in curva Nord Inferiore, al tuo posto, insieme ai tuoi amici, malati come te di “Palermite acuta“. E dentro ti ricordi che il calcio e la passione vera non dipendono affatto dalla categoria: lo spettacolo è quello degli anni migliori. La gente riempie gran parte degli spalti.

La curva del tifo organizzato agghindata a festa… Scenografie di prim’ordine… Da pelle d’oca… Roba che quei ragazzini in campo o la stragrande maggioranza di quei tesserati non ha mai neppure sognato di poter vivere, un giorno, da protagonista. E poi, ancora, i ghiaccioli all’arancia… Il boato alla lettura della formazione e Castello Utveggio lì, imperioso, a guardare come se volesse sbirciare anche lui le azioni sul terreno di gioco.

E poi la partita, forse, tutto sommato la parte più scontata di questa giornata di sport, di pallone vero e genuino, così lontano dal calcio vissuto e subito negli ultimi anni nostro malgrado. Il Palermo ha dato spettacolo nel primo tempo segnando 3 gol e sfiorando la marcatura in almeno altre 4 occasioni. Ha dato prova di saper giocare a calcio con una coppia di centrali di difesa di categoria superiore, praticamente impeccabili (Lancini e Crivello) due terzini giovanissimi ma molto efficaci (Doda e Vaccaro).

Una mediana invidiabile con un regista (Martin) che forse avrebbe potuto dire la sua anche negli ultimi tre campionati post-Maresca in B, Martinelli e Kraja ad arpionare, tagliare, cucire, ripartire, rifinire alla perfezione, e poi, con un settore avanzato di prim’ordine formato da un Felici sempre più sorprendente, un Santana seppur molto più lento rispetto ai suoi vecchi standard ma pur sempre importantissimo in quanto a mestiere, efficacia, tasso tecnico e, in ultimo, ma non per ultimo, un Ricciardo a cui in tanti tra gli amici giornalisti locali dovrebbero chiedere già perdono visti i giudizi impietosi emessi con straordinaria celerità la scorsa settimana, al termine di una partita molto difficile, nei suoi confronti.

I rosa di Pergolizzi hanno schiacciato un San Tommaso sotto shock, per quasi tutto il primo tempo, dalla forza dei padroni di casa. Nella ripresa gli ospiti rientrano con ben 3 uomini diversi (ricordo che in D le sostituzioni possibili sono 5) ed appaiono certamente più tosti, coriacei, presenti e vogliosi mentre il Palermo sembra voler limitarsi a controllare il netto vantaggio. Errore strategico che non dovrà più commettere visto che, quasi per caso, i bianco-verdi segnano il primo gol con un tiraccio dalla trequarti che trova fuori dai pali un incerto (nell’occasione) Pelagotti rinvigorendo un minimo le speranze degli stessi.

Pergolizzi, nonostante il rotondo vantaggio, non accenna ad operare cambi e solo attorno al 70° inserisce il nuovo acquisto Ficarrotta per un Santana ormai molto stanco. L’ex azzurro si conferma molto forte così come già osservato da avversario a Marsala domenica scorsa e il Palermo si avvicina al gol ancora altre volte senza però riuscire a metterla dentro.

La gara scorre via senza eccessive emozioni ma a tempo scaduto, al 93°, subito dopo il secondo cambio operato dal tecnico palermitano (che inserisce inspiegabilmente il difensore Accardi per il centrocampista Kraja). E’ proprio il neo entrato ad appoggiare di testa verso la propria porta trovando ancora una volta Pelagotti impreparato. Palla lenta a fil di palo, 3-2 e fischio finale dell’ottimo arbitro e tutti a fare la doccia con la consapevolezza di essere già in testa a punteggio pieno ma anche di non dover mai più mollare come fatto oggi per non rischiare di dover perdere punti ormai acquisiti.

Alla fine festa per tutti: Palermo acclamato sotto la curva come ai bei tempi ma anche San Tommaso onorato e applaudito dall’intero stadio, perché quando si gioca una partita di calcio, vera, pulita, corretta e dignitosa non si può venir ignorati o, ancor peggio, umiliati… Soprattutto qui a Palermo, dove forse ci mancano tante cose ma di certo non la sensibilità e il cuore che ci facciano render conto di quando un avversario sia leale e meritevole.

E adesso, via con la terza, a Roccella Jonica, sperando non si sviluppi, in settimana un caso Accardi, a parer mio inutilmente umiliato dal tecnico palermitano capace di farlo scaldare per circa 50 minuti per poi farlo entrare in campo in pieno recupero, oltre il 90°.

Anche lì, caro Pergolizzi, il rispetto va posto dinanzi a tutto soprattutto per un ragazzo che ha mostrato amore e senso di appartenenza verso i nostri colori.
Forse sarebbe stato più dignitoso, per lui, farlo rimanere in panca… Lei, a sangue freddo, che ne pensa?

Ivan Trigona

Fonte foto : gds.it

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