I pensieri di Vitogol

La porti un Bacino…vic a Firenze

L’arrivo di Donati a Palermo e la necessità di sfoltire la rosa di centrocampo, negozio nei cui scaffali continua a mancare l’articolo “qualità”, rende quasi certa la partenza di Bacinovic. E questa volta non si tratta del Chievo e neppure di una delle squadre di Premiership che periodicamente (ma solo per il procuratore) sono pronte ad offrire mari e monti. Pare che a Firenze, invece che un bacione, porteremo un bacino sloveno. Insomma, un Bacino..vic.

Il trasferimento annunciato offre interessanti considerazioni sia per il viaggiatore che per la destinazione. Bacinovic fu scoperto da Sabatini visionando i filmati del Maribor prima della doppia sfida di UEFA dello scorso anno. Andammo allo stadio per scoprire anche noi colui che avrebbe preso il posto che era stato di Corini e Liverani ed invece scoprimmo Ilicic. Ed una “terra dell’oro” che non era il lontano Klondike, quanto un giovane Paese a pochi passi da Sevegliano del Friuli. Dopo qualche buona prestazione iniziale, il rendimento di Bacinovic si è sempre attestato sulle soglie della risicata sufficienza. Mai un’invenzione, mai un lancio superiore ai dieci metri, sempre il solito passaggetto laterale all’uomo più vicino. Nell’esecuzione del suo compitino, Bacinovic mi ha sempre ricordato il Massimiliano Favo degli anni bui. Che tuttavia aveva il merito di amare la maglia e la città al punto tale da imporre alla sua bimba, palermitana di nascita, il nome “Rita” a comporre un’identità “che più rosanero non si può”.

Non è difficile scorgere dietro l’annunciato trasferimento la mano di un Delio Rossi che, dopo lo sbarco a Firenze, mi sembra passato dalla padella alla brace. Se si eccettua la presenza di una tifoseria sempre pronta alla contestazione, la situazione di Firenze ricorda tantissimo quella di Palermo. Proprietà distante e in fase di disimpegno, eccessivo via-vai di “giovani di prospettiva”, giocatori chiave in scadenza. Sia di contratto che di rendimento. Tra un Gilardino trasferito appena in tempo per un ripasso dei fischi del Barbera, un Montolivo già promessosi ad un Milan recidivo nella politica degli acquisti a costo-zero ed un Cerci che fa le bizze come fosse un fuoriclasse, c’è poco da stare allegri. E per fortuna che in riva all’Arno sta per sbarcare Amauri, che è forse intento a passarsi il lucida-labbra prima di baciare l’ennesima maglia.

Ho la sensazione che il buon Delio dovrà usare tutta la sua maestria per correggere la rotta della nave viola che, in atto, mi sembra diretta verso gli scogli esattamente come quella rosanero. Per una Concordia che tra viola e rosanero non è mai esistita. Anche se da Punta Raisi in direzione di Peretola sta partendo un “apostrofo rosa-nero tra le parole t’amo” scritto in lingua slovena.

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