Lo dice ... Acquadicielo

La coltre di fumo

Buongiorno amici miei,

molti di voi saranno sorpresi nel rileggere nuovamente le mie farneticazioni rosanero. Anche se non sono stato “fisicamente” presente in realtà, dal punto di vista emotivo, non ho mai abbandonato questo spazio che ha rappresentato un’esperienza importante della mia vita e che mi ha consentito di conoscere tante persone speciali. Approfitto  della disponibilità degli amici amministratori di questo sito per postare occasionalmente qualche articolo sulle partite e ritrovare il piacere di fare quattro chiacchere con voi.    

Da quando ci siamo lasciati tante cose sono successe, tante parole ( molte inutili e a sproposito) sono state dette senza che sia stato possibile stabilire un filo logico e coerente nell’operato di questa società e del suo deus ex machina che si diverte a smontare e rimontare il suo giocattolo a suo esclusivo piacimento. E’ inutile stare qui a ricordare, dopo i siluri lanciati contro Rossi e contro un’idea di calcio e di squadra che stava facendo nuovamente innamorare i palermitani, le acrobazie dialettiche del nostro presidente che ha definito di volta in volta Pioli, Mangia e Mutti come i nuovi Ferguson, e la squadra di quest’anno ( costruita malissimo) come la migliore di sempre. Dovremmo essere abituati a tutto questo, direte voi, ma l’abitudine e l’acquiescenza sono il contrario della vera passione.

Dopo questa doverosa premessa, utile a riannodare il filo del discorso, proviamo a fare il punto della situazione per capire assieme cosa è realmente questo Palermo.

La campagna acquisti estiva è stata condotta, a mio avviso, in maniera assolutamente approssimata e inadeguata per una società che, per bocca del suo presidente, ostenta progetti e programmi a dir poco ambiziosi sebbene a corrente alternata. La realtà è una sola, ed è sotto gli occhi di tutti, perchè cedere  Pastore, Sirigu, Cassani, Bovo e Nocerino, per presentare al pubblico palermitano Cetto, Barreto, Alvarez, Della Rocca e alcuni sconosciuti giovani  come Simon e altri di cui mai più sentiremo parlare, è veramente un azzardo di cui non c’era francamente il bisogno. Oggi, dopo la rotonda vittoria contro il Genoa,  Zamparini sostiene che il pubblico rosanero deve maturare dimenticando che un comportamento simile in altre piazze come Napoli o Firenze gli avrebbe attirato addosso ben altre contestazioni. Personalmente non ritengo accettabile nascondere la realtà delle cose dietro la solita coltre di fumo fatta di arroganza e mistificazioni che da un pò di tempo avvolge le cose rosanero.

Ma tant’è. Dal punto di vista tecnico una squadra allo sbando e senza punti di riferimento è stata sicuramente corroborata dall’arrivo di un giocatore di buon talento e personalità come Donati e dall’insperato recupero di Igor Budan, giocatore di squisite doti tecniche e agonistiche tradito soltanto dalle precarie condizioni fisiche che ne hanno danneggiato una carriera che poteva essere diversa.

Gli interrogativi però rimangono ancora sul tappeto e non può essere una larga vittoria contro un Genoa cui mancavano 7 giocatori a dissipare ogni dubbio. L’unica cosa sicura è che Mutti ormai, salvo probabili diktat presidenziali, dovrebbe aver finito gli esperimenti tattici e ave rcompreso che l’unico modulo comopatibile con questa squadra è il 4-3-2-1 con Donati a fare da perno per rilanciare la manovra,  Migliaccio a lottare su ogni pallone, e un altro centrocampista bravo a inserirsi come faceva il fu Antonio Nocerino. Nè Barreto, nè Della Rocca sembrano ad oggi in grado di garantire un buon contributo da questo punto di vista e Alvarez  non è giocatore di questa categoria. Il vuoto lasciato da Pastore non è facilmente colmabile da un Ililic che alterna lampi di genio a momenti di totale abulia, o da Vasquez che ha fatto vedere alcune buone cose ma che deve essere inserito gradualmente. In attacco la garanzia assoluta rimane sempre e comunque Fabrizio Miccoli che quando è in buona condizione fisica ha dei numeri che pochi si possono permettere a tutti i livelli. Budan sembra rinato, ma sull’attacante croato pende sempre la spada di Damocle  di una insostenibile fragilità atletica, Mehmeti è l’ennesima scommessa e Hernandez rimane la freccia sempre innescata e mai scoccata defintivamente. Pinilla è sul piede di partenza. 

Il Palermo si salverà sicuramente, però è giusto e doveroso mantenere un livello di attenzione massimo per non cadere in trappole pericolose.  Ma poi? L’anno prossimo  sicuramente gli ultimi baluardi del Palermo che abbiamo amato, come Migliaccio, Balzaretti e Miccoli, saranno liquidati e incomincerà l’ennesimo “nuovo ciclo”. Io non so quanti di voi avranno ancora dentro il cuore la fiducia e il necessario entusiasmo per credere in qualcosa.

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