Lo dice ... Acquadicielo

Lo dice Acquadicielo … Controcorrente!

Io ci andrei molto piano con gli entusiasmi post Coppa Italia.

Il Palermo ha vinto con un rotondo punteggio e questo ci fa piacere, ha segnato di nuovo Lazzaro – Ililic e questo ci fa ancora più piacere, ma se vogliamo analizzare serenamente la partita, senza farci contaminare dalla speranza di una miracolosa resurrezione calcistica, ieri sera le luci si sono mischiate alle ombre e ci sono tante cose da migliorare in vista di impegni più severi e decisivi.

Fino al gol di testa di Miccoli, bello e inaspettato come una primizia fuori stagione, la Cremonese aveva tenuto il campo molto meglio di noi, tenendo palla con ordine e esibendo un fraseggio un pò scolastico ma lineare.
Del Palermo invece nessuna traccia, non un affondo, non un accellerazione, distanze esagerate tra i reparti, e tanta sonnolenza. La Cremonese sembrava di categoria superiore e faceva la partita e noi sembravamo la squadra messa in campo per controllare e ripartire. L’esatto contrario della realtà. Poi gli episodi hanno cambiato la partita e i valori individuali hanno preso il sopravvento, com’è logico che sia, e la differenza di caratura tecnica tra le due squadre è venuta fuori, ma il rotondo punteggio non deve farci abbassare la guardia o farci sbrodolare in inutili peana. Anche perchè tra una settimana incontreremo un avversario di ben altra caratura e allora avremo le idee molto più chiare sui reali valori di questa squadra. Per come la vedo io l’inizio della stagione è un mix di valori positivi e negativi.

Iniziamo da quelli positivi.
Il Palermo di Sannino corre e questa è una buona notizia per chi ha ancora negli occhi la squadra desolante e disarmante dello scorso anno. Sembra che ci sia più attenzione, frutto di certo e ripetuto lavoro, nei movimenti collettivi. Non sembriamo più un’armata Brancaleone, ma saranno solo le partite che contano a dire se le idee di Sannino realizzeranno qualcosa di buono oppure se saranno annacquate dall’inconsistenza di un organico mediocre. Questo ancora nessuno lo sa. Un’altra buona notizia è che Fabrizio Miccoli veste ancora la maglia rosanero così almeno sappiamo a quale santo votarci in caso di bisogno.

Vediamo le cose negative.
Sicuramente c’è un organico ancora da puntellare, sopratutto in difesa dove Santiago Garcia e Cetto non mi convincono. E sono rimasto molto stupito della messe di commenti posiivi sulla stampa specializzata nei confronti del giovane terzino argentino che se ha azzeccato un paio di cross ha anche sofferto oltremodo uno sconosciuto esterno della Cremonese su cui è andato spesso in bambola. E quando incrocerà le lame con giocatori veri su quella fascia che cosa succederà? Ho il terrore solo a pensarci. Cetto mi sembra lento e prevedibile, ha una certa cattiveria ed esperienza ma anche lui nell’uno contro uno negli spazi, contro avversari di spessore, rischia di fare brutta figura. Spero di sbagliarmi. Per il resto vedo una squadra prevedibile che si affida alle fiammate di Miccoli o di Brienza per produrre qualcosa e che paga un equivoco tattico grossolano perchè Ililic non è una punta e non lo sarà mai. Adesso mi darete del pazzo. Ma come lo sloveno è stato tra i migliori e tu lo critichi? Io dico semplicemente che una coppia di punte con le caratteristiche di Ililic e Miccoli insieme non può giocare. Miccoli ha bisogno di un punto di riferimento con cui dialogare e andare allo scambio, lasciarlo isolato in avanti, perchè lo sloveno cerca sempre di ripiegare per cercare spazi, diminuisce del 40% le sue potenzialità offensive. Tutti e due vogliono la palla tra i piedi e senza una punta capace di dare i tempi in avanti difendendo qualche pallone, finiremo inevitabilmente per arretrare il raggio d’azione e consegnare il centrocampo agli avversari. Per come la vedo io Miccoli deve giocare accanto a Hernandez o Budan, e Ililic è l’alternativa a Brienza o a Bertolo.

In conclusione spero ardentemente che queste mie osservazioni vengano spazzate da un Palermo brillante e arrembante che ci faccia ritrovare quell’entusiasmo che adesso sembra un pò sopito. Attenzione però, le speranze non devono tramutarsi in illusioni perchè poi le brusche cadute fanno ancora più male. Ne abbiamo sentite troppe in questi ultimi tempi: si è parlato di cicli che poi si sono rivelati rottamazioni come l’esempio di Pioli insegna. Quindi non partiamo al galoppo verso mete ardite e irrangiungibili, rimaniamo vicini al Palermo finchè i ragazzi daranno tutto e poi si vedrà. Perchè c’è ancora tanto da fare.

Cordialmente vostro

Acquadicielo

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