Cronaca di una sconfitta, ma …

Pubblicato il Pubblicato in L'Opinione di Gigione

"Cronaca di una sconfitta, ma ..."

A coloro che si aspettavano la prima debacle al Barbera per mano del Parma, deve essere rimasto l'amaro in bocca nel veder conquistare l'ottavo risultato utile consecutivo.
A coloro che, invece, non credono in questa squadra, al netto di tutti i suoi limiti tecnico-tattici riconosciuti e tangibili, dico di cominciare a riflettere.

Il Palermo "delle riserve", visto domenica pomeriggio sull'assolato prato del Barbera a me non è dispiaciuto. Mister Tedino ha messo in campo i ragazzi rimasti a sua disposizione e devo ammettere, quanto meno, sotto il profilo mentale hanno dimostrato di aver ben capito che tipologia di partite dovranno giocare fino alla fine e che il lavoro sin qui svolto dal nuovo tecnico sembra portare frutti.
Acerbi, certo, forse di piccola caratura ma è innegabile che il nuovo albero rosanero comincia a mostrare germogli, rinverdimento e piccoli frutti.

Nello schieramento di domenica, abbiamo ritrovato il modulo tanto caro al Mister di Castelfranco Veneto alias "L'albero di Guidolin". Difesa a quattro e centrocampo a rombo a supporto di due delle punte rimaste a disposizione e sulle quali, in assenza di Nestorovski e Trajkovski, mister Tedino fa affidamento. E senza ombra di smentita, i due davanti hanno ricambiato la fiducia riposta in loro. 

Nino La Gumina

Il giovane Nino La Gumina, fresco di rinnovo ha siglato il suo primo gol da titolare con la maglia rosanero. Sfortunato nel mancare il raddoppio di marcatura che avrebbe potuto tagliare le gambe al Parma e chiudere la partita.

Carlos Embalo

Anche il tanto atteso Carlos Embalo è stato, fino al momento della sua sostituzione, una spina nel fianco della retroguardia emiliana.

In porta Pomini, ha lasciato lavorare "troppo" serenamente la linea dei compagni posti a difesa dell'area di rigore, dove dovrebbe essere lui a farla da padrone.

Errore di valutazione, questo, che spinge Bellusci a dimenticare che si trovasse nel bel mezzo di una partita di calcio del torneo cadetto, mostrando momenti di sbandamento, specie quando gli avversari lo puntano in velocità. Elemento che, inoltre, porta al gol del pareggio i parmensi, complice anche il mancato intervento di Dawidowicz che si lascia scappare Gagliolo, libero di saltare e spingere la palla in rete su cross di Scozzarella. Le due squadre, vogliose di conquistare i tre punti, non hanno risparmiato fatica e  sudore nel portare a compimento la gara, alternando sprazzi di buon gioco a momenti di amnesie che ci avrebbero fatto raccontare un altra partita (vedi sul finale la rovesciata di Lucarelli). Un gol per parte, è il giusto risultato per uno scontro tra due formazioni che per motivi diversi sono scese in campo con i timori della vigilia e un pronostico incerto.

Ma questo articolo lo voglio dedicare a quelli che come me, per "protesta" abbiamo deciso di esiliarci e non seguire le gesta dei questi ragazzi dai gradoni del Barbera.

Partita dopo partita, prendo consapevolezza che tutto sommato la mia, anzi la nostra assenza, a bordo campo fa più danni alla squadra che scende in campo - alla quale manca l'appoggio, il supporto, l'incoraggiamento nei momenti topici della partita - che alla proprietà di questa squadra. Società che si mostra e conferma sempre più distante dalla tifoseria ormai stanca e rassegnata che attende il triplice fischio su questa querelle del passaggio ad altro proprietario.

E allora che mi chiedo, perché non possiamo portare avanti il concetto di "azionariato popolare" o diffuso e prendere in mano o parteciparvi in maniera attiva alla gestione di questa società?

Giorni fa, incontrai casualmente l'amico Corvoparlante, altra bella penna, critica e puntuale di questo spazio sulle vicende rosanero, con il quale senza volerlo ci siamo ritrovati a condividere questo pensiero :

"Se ogni tifoso rosanero, palermitano, siciliano, indigeno o  emigrato (o parente di emigranti), ma anche solo simpatizzante mettesse minimo € 100 ciascuno quanto potremmo capitalizzare? Nulla osta che, a chi ne ha disponibilità, possa contribuire con cifre maggiori. E se a questi si unissero, imprenditori locali (ma non solo), commercianti, ecc... ognuno secondo le proprie possibilità, quale altro traguardo si potrebbe raggiungere"?

Beh, non vi nascondo che certe promesse fatte nel periodo d'oro, quando giocatori del calibro di Miccoli, Cavani e Pastore, li potevi incontrare in piazza, a Mondello, si potrebbero serenamente mantenere. E non necessariamente serve acquisire il 100% della società. Basterebbe potersi sedere al tavolo del Consiglio di Amministrazione e come farebbe un padre di famiglia, ottimizzare spese e ricavi al meglio e rendere ciò che è di tutti non più una cosa di pochi (o uno) perché senza quei tutti, la stessa non avrebbe motivo di esistere.

Gigione